Il circolo di Monfalcone di Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra ha sostenuto con determinazione la campagna per la raccolta di firme sui quesiti referendari che andranno al voto in giugno. Con l'intento di fornire all'amministrazione comunale di Monfalcone tutte le armi per difendere i cittadini dalle logiche del profitto abbiamo affiancato all'iniziativa referendaria quella politico-amministrativa. Nel Consiglio Comunale di Monfalcone, in data 16 novembre 2010, abbiamo fatto approvare un ordine del giorno che aveva lo scopo di inserire nello Statuto Comunale, la “Costituzione” del nostro comune, alcuni principi legati ai beni comuni che riteniamo fondamentali. Grazie a quell'ordine del giorno, in data 2 marzo 2011, è stato modificato lo Statuto Comunale al Titolo I, capo II, art.7 e al Titolo IV, capo I, art. 51. Sono stati inseriti i principi che definiscono l'acqua e il potervi accedere un bene comune e un diritto umano universale, indivisibile, inalienabile. Vi si ribadisce che l'acqua è una proprietà pubblica così come il servizio idrico integrato e che come tale non deve avere rilevanza economica. In pratica si sbatte la porta in faccia agli interessi degli imprenditori privati e di chi vorrebbe speculare sulla vendita dell’acqua.
L’impegno e l’adesione di Rifondazione e della Federazione si esprimerà pienamente anche per quanto attiene al referendum contro il nucleare, per fermare la follia di un ritorno ad un modello energetico costoso, pericoloso ed inutile. Il Governo italiano difende gli interessi degli speculatori, dimostra di temere questi referendum e li vuole boicottare. Per questo non ha concesso il giorno unico di voto, facendo spendere agli italiani 350 milioni di euro in più, nella speranza che non venga raggiunto il quorum.
La questione dell’acqua e dell’energia è una battaglia di civiltà; si può ripartire dai beni comuni per ritornare ad una politica aperta ed etica che crei spazi democratici di partecipazione.

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