Se ricordiamo che Perrone è stato assessore per molti anni a Monfalcone, in una giunta molto più spostata al centro di quanto non sia l'attuale, le sue critiche suonano stonate. Dissonanti anche perché Perrone è ancora oggi un consigliere provinciale di maggioranza alleato con il PD e proviene da una formazione politica che fece del governismo la sua visione strategica. Non è un caso che alcuni imprenditori locali abbiano orchestrato una polemica proprio con lui che ha storicamente posizioni morbide. L'intento semba quello di dargli visibilità oscurando Rifondazione Comunista, efficace spina nel fianco delle lobby in città.
In questi anni di governo la nostra presenza è risultata utile in molte occasioni. Per ricordarne solo alcune: ci siamo opposti alla realizzazione di un rigassificatore in mezzo al Golfo di Trieste che avrebbe definitivamente compromesso lo sviluppo della portualità. Abbiamo evitato la privatizzazione delle farmacie comunali. Siamo stati promotori della modifica allo statuto comunale inserendo il principio dell'acqua quale bene comune. Abbiamo dato il via ad un progetto innovativo, attualmente in corso, per l'autorecupero delle case popolari. A fronte di tagli sempre più pesanti al bilancio, nessun servizio sociale è stato soppresso e sono stati aumentati i fondi a disposizione delle politiche giovanili.
Questi risultati ci sono stati riconosciuti dallo stesso Perrone, così come vi è una sostanziale convergenza di vedute sul programma amministrativo complessivo per Monfalcone. Ciò che ha impedito una maggiore collaborazione tra le nostre forze politiche, invece, è stata una divergenza sulla tattica da adottare. Noi abbiamo valutato più efficace continuare a governare la città. Perrone ha optato per una posizione testimoniale che permette una libertà di critica completa, ma nessuno strumento di opposizione né di proposta concreto.
Noi non vogliamo né siamo disposti a governare a qualsiasi costo, ma ci collochiamo là dove pensiamo di essere più efficaci e ci riserviamo sempre l'autonomia necessaria a mantenere una coerenza con i principi che ci animano. Siamo consapevoli che la nostra assunzione di responsabilità nei confronti dei cittadini e dell'amministrazione della cosa pubblica ci espone a delle critiche e non abbiamo la presunzione di crederci perfetti. Vorrei comunque far presente a tutti i compagni diversamente collocati che vagare in città con il bilancino per pesare chi è più comunista dell'altro alimenta il settarismo e le divisioni della sinistra. Il nostro primo avversario non può ragionevolmente essere chi ci siede immediatamente accanto, ma chi ci sta di fronte, mescolato a padroni, lobbisti e affaristi.
Emiliano Zotti
Emiliano Zotti
Nessun commento:
Posta un commento