domenica 25 settembre 2011

Commesse in bilico, posti di lavoro persi.

Fincantieri rischia seriamente di perdere la consistente commessa da 11 unità per la Marina Militare del Brasile. Questo determinerebbe un nuovo e pesante colpo al settore militare del Gruppo, già nel mirino della Dirigenza. Nei giorni scorsi l'AD Bono ha avuto modo di esternare pubblicamente che l’unica produzione che interessa a Fincantieri è la crocieristica da concentrare nel Polo dell’Adriatico. Come abbiamo avuto già modo di commentare riteniamo che questa sia una scelta miope e sbagliata che rischia di condannare Fincantieri ad una produzione di nicchia destinata a inchiodare il Gruppo ad un lento e inesorabile declino produttivo e occupazionale.

Il Governo italiano è il massimo responsabile di questa situazione di difficoltà: non ha garantito il finanziamento delle proprie commesse e perde quelle internazionali come nel caso del Brasile. In questi stessi giorni si fa sempre più tesa la situazione di Sestri con l’Accordo di Programma per il ribaltamento a mare che non si concretizza e rispetto al quale non ci sono certezze di continuità produttiva in grado di garantire la sopravvivenza del cantiere durante la fase di ristrutturazione. A Monfalcone si perderanno 250 posti di lavoro diretti, 300 lavoratori verranno messi in Cassa Integrazione e nessuno pensa nemmeno a valutare quanto di devastante è già avvenuto nell'indotto.

Come al solito, Fincantieri e Governo scelgono scientificamente di frammentare la trattativa cantieri per cantiere. “Ribadiamo - dichiara Matteo Gaddi Responsabile dipartimento Nord Rifondazione Comunista - che solo un Piano Industriale di carattere nazionale e centrato su nuove produzioni è in grado di dare una prospettiva produttiva e occupazionale a Fincantieri. Le nostre proposte ci sono.
Chiediamo, pertanto, che gli enti locali sede di cantieri navali tornino a far sentire la propria voce inducendo il Governo a convocare immediatamente il Tavolo nazionale della cantieristica al fine di rispettare gli impegni assunti con l’accordo del 3 giugno scorso. Mettiamo a disposizione il nostro documento per la costruzione di un Piano Industriale per Fincantieri”.

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