Considerato che la privatizzazione delle risorse idriche è un argomento di estrema attualità dell'agenda politica e di rilevante interesse per ogni cittadino ci premeva sottolineare i contenuti dell'ordine del giorno da noi promosso a riguardo.
La gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente normata dall’Art. 23bis della Lg.133/2008 che prevede, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati. Ovunque questo è avvenuto l'effetto immediato è stato quello di far lievitare enormemente le bollette a fronte di nessun miglioramento, né della rete di distribuzione né della qualità dell'acqua né della disponibilità.
Noi riteniamo l’acqua un diritto universale e non una merce che deve, quindi, rientrare nel controllo degli Enti locali e dei cittadini. Abbiamo pertanto ritenuto necessario ribadire in un ordine del giorno quanto sia importante riconoscere il Diritto umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico. Inoltre si è voluto confermare il principio della proprietà e della gestione pubblica del servizio idrico integrato e anche il fatto che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà. Tali principi sono impossibili da attuare se la gestione del servizio idrico integrato non rimane un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Solo il servizio pubblico, infatti, può garantire a tutti l’accesso all’acqua e con esso pari dignità umana ai cittadini.
Come previsto, la commissione comunale competente ha già esaminato la nostra proposta. Alcune resistenze, purtroppo, sono state sollevate da parte di coloro che in aula, con il loro voto, hanno condiviso il nostro ordine del giorno. Rimango convinto della bontà della nostra proposta e confido nel fatto di raggiungere una mediazione che non stravolga i principi ma che consenta, invece, di inserirli nel nostro statuto comunale.
La gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente normata dall’Art. 23bis della Lg.133/2008 che prevede, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati. Ovunque questo è avvenuto l'effetto immediato è stato quello di far lievitare enormemente le bollette a fronte di nessun miglioramento, né della rete di distribuzione né della qualità dell'acqua né della disponibilità.
Noi riteniamo l’acqua un diritto universale e non una merce che deve, quindi, rientrare nel controllo degli Enti locali e dei cittadini. Abbiamo pertanto ritenuto necessario ribadire in un ordine del giorno quanto sia importante riconoscere il Diritto umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico. Inoltre si è voluto confermare il principio della proprietà e della gestione pubblica del servizio idrico integrato e anche il fatto che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà. Tali principi sono impossibili da attuare se la gestione del servizio idrico integrato non rimane un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Solo il servizio pubblico, infatti, può garantire a tutti l’accesso all’acqua e con esso pari dignità umana ai cittadini.
Come previsto, la commissione comunale competente ha già esaminato la nostra proposta. Alcune resistenze, purtroppo, sono state sollevate da parte di coloro che in aula, con il loro voto, hanno condiviso il nostro ordine del giorno. Rimango convinto della bontà della nostra proposta e confido nel fatto di raggiungere una mediazione che non stravolga i principi ma che consenta, invece, di inserirli nel nostro statuto comunale.

Nessun commento:
Posta un commento