venerdì 11 febbraio 2011

Si scrive AV/AC, si legge tragedia ambientale

Il titolo continua a contenere la dicitura Alta Velocità/Alta Capacità, ma si tratta di un'enorme ipocrisia. AV e AC sono due cose completamente differenti, incompatibili l'una con l'altra e l'Alta Velocità qui non verrà realizzata. A noi, da sempre contrari, questo fa piacere, ma allora perché si continua a chiamare AV/AC il progetto? Perché altrimenti tutti quei politici e lobbisti che volevano la TAV, ne millantavano i benefici e la dipingevano come la panacea a tutti i mali della mobilità in Italia perderebbero la faccia. Poco male se tutto finisse lì, il problema è che il progetto si sviluppa come se l'Alta Velocità un giorno, magari, vedremo, forse potrebbe essere che venga realizzata. Si pongono così dei vincoli pesantissimi al progetto, che determinano scelte tecniche devastanti per il territorio e i cittadini. Quello che doveva essere un progetto utile a risolvere il nodo ferroviario di San Polo, collo di bottiglia di tutta la linea ferroviaria Venezia-Trieste, è in realtà il prologo di una tragedia ambientale. Possiamo ancora fare molto per fermare questa tragedia. In questo momento è importante far pervenire alle amministrazioni comunali il maggior numero di osservazioni puntuali e congruenti sul progetto che evidenzino i problemi causati ai cittadini e le interferenze con il territorio.
Solo una grande mobilitazione popolare può fermare lo scempio che questo progetto causerà.

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