giovedì 11 agosto 2011

Telecamere inutili e costose, come le politiche securitarie leghiste


Installare delle telecamere per aumentare la sicurezza è una cosa sostanzialmente inutile, lo abbiamo sempre sostenuto e il dibattito aperto in questi giorni dalla stampa ne da la prova. Chi delinque lo faceva prima e lo farà  dopo, sotto gli occhi di una telecamera o in una zona non coperta. Chi spera di acciuffare i criminali con ingrandimenti, comparazioni antropomorfiche, ricostruzioni tridimensionali dovrebbe guardare un po' meno di televisione e non confondere la finzione dei telefilm con la vita reale. Chi stanzia soldi per installare nuove e costose attrezzature senza prevedere le risorse necessarie alla manutenzione farebbe meglio a dimettersi. 

Questa vicenda segna solo uno dei tanti fallimenti delle politiche securitarie leghiste. Lega che prima praticamente impone alle amministrazioni le telecamere e ora incolpa i vigili urbani della loro inefficacia. Ad errori si vogliono sommare errori assegnando del personale in turno ventiquattro ore su ventiquattro per osservare dei monitor che propongono scene dove non accade nulla di significativo. Questa proposta è solo un ulteriore spreco di risorse umane ed economiche che mira a nascondere l'inutilità  di queste soluzioni securitarie e gli errori delle destre e di chi le ha seguite su questra strada.

Ci vogliono far credere che per essere più sicuri dobbiamo rinunciare alla nostra libertà, non è così. Il 1984 è passato ma Orwell forse ha sbalgiato solo la data.

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